Neymar e il Brasile: come gestire una pressione mondiale?


Il fuoriclasse del Brasile Neymar ha dichiarato che i mondiali del Qatar nel 2022 saranno gli ultimi a cui parteciperà per una “questione di testa”, ovvero la difficoltà nel gestire la pressione.


La carriera di un calciatore

Per molti il calciatore è il lavoro dei sogni, anche se si sentono sempre più spesso storie di sport nelle quali gli atleti mostrano segnali di evidenti difficoltà mentali. D’altra parte, gli sportivi sono uomini e donne proprio come noi ed è da questo parallelismo – tanto retorico quanto vero – che nasce la nostra riflessione: come mai Neymar ha più difficoltà a gestire la pressione a 30 anni rispetto che a 20? e come mai un calciatore dovrebbe limitare la sua carriera – già ridotta rispetto ad altri lavori – per difficoltà mentali?

Pressioni non solo sportive

Quello che pesa su un atleta al giorno d’oggi non sono solo le pressioni sportive, ovvero principalmente giocare bene ed ottenere risultati positivi (non necessariamente in questo ordine) , ma anche la gestione dei rapporti coi mezzi di comunicazione e le aspettative dei tifosi. Lo stesso Neymar, ad esempio, ha nel contratto una clausola ben remunerata che lo obbliga ad essere sempre disponibile con la stampa ed i tifosi, per non ledere l’immagine del suo attuale club, il Paris Saint Germain.

Nel video discutiamo di questi ed altri aspetti, quali la passione del popolo sudamericano per il calcio e il dramma di Neymar per non aver potuto aiutare il Brasile nei mondiali in casa del 2014.