Montemagno e i video usciti male

Meglio scusarsi o dire di essere stati fraintesi?


Un articolo dell’8 ottobre 2021 di Open racconta le accuse di sessismo nei confronti di Montemagno per un video pubblicato sui suoi social in cui parla di come sarebbe opportuno che le donne si promuovessero online.


Marco Montemagno è un esperto di comunicazione con milioni di follower. Nella puntata di “Siamo Matti Così” dell’11 ottobre 2021 abbiamo commentato le conseguenze di un video per cui Montemagno ha ricevuto numerose critiche.

Nello specifico, durante la puntata abbiamo scelto di non fermare l’attenzione sul fatto che il video sia sessista o meno, ma sulla reazione. Infatti ognuno può avere serenamente la propria opinione sulla qualità del contenuto di un video pubblicato da qualcuno. Tanto più il protagonista del video è famoso, tanto più i suoi contenuti possono essere attaccabili e criticabili da un utenza che si dimentica che quelli pubblicati sono contenuti video registrati andando a braccio, non sono prodotti di fine regia con obiettivi pedagogici pensati per migliorare il mondo. Tutti possono dire qualche cavolata. Una frase non è la fine di un percorso, ma può essere l’inizio di un dialogo.

La reazione di Montemagno è più interessante del fatto

Infatti abbiamo deciso di fermare l’attenzione soprattutto al come reagire alle accuse piuttosto che al video accusato. Montemagno ha immediatamente rimosso il video incriminato per pubblicare, in seguito, un video di scuse. Nel momento in cui ne abbiamo parlato online non avevamo ancora visto il video di scuse che è uscito lo stesso giorno, ma, nonostante il titolo, a una prima visione sembra che Montemagno non si sia realmente scusato. Il video di scuse sembra elencare un elenco di responsabili (la cultura, la società, l’età, il genere) piuttosto che fermare l’attenzione su quello che effettivamente c’è di sbagliato nel contenuto pubblicato.

La prima reazione alle accuse è stata cancellare tutto. Emotivamente una reazione simile sembra molto simile al comportamento di una persona profondamente spaventata. Quando siamo spaventati è frequente innescare reazioni motivate dalla percezione del pericolo ed incentrate nella gestione di quest’ultimo. C’è chi reagisce il pericolo con attaccando, chi scappa, chi fa finta di niente e chi cerca di mostrarsi inoffensivo.

In questo caso la reazione iniziale di Montemagno sembra essere orientata alla fuga. Cancello tutto e scappo via nella speranza che tutto si spenga nel minor tempo possibile.

Successivamente però cancellare tutto si è probabilmente rivelato un errore. Cancellare le proprie parole equivale ad ammettere di aver fatto qualcosa di sbagliato. Non si nascondono le cose che si ritengono corrette. Forse per rimediare, nel video di scuse ha riportato tutto o parte del video incriminato, rimediando in parte all’errore, ma altrettanto finendo per impantanarsi nel dubbio che non si tratti del video originale. Purtroppo cancellare un contenuto è un errore parzialmente insolubile.

Invece è possibile che una strategia alternativa avrebbe potuto consistere in un approccio più semplice. a) non cancellare il video. è una risorsa disperata. b) pubblicare un messaggio di scuse in cui affermare i limiti della propria competenza in modo aperto e senza coperture. Un possibile messaggio di scuse forse sarebbe potuto essere qualcosa come: “Ho parlato di un argomento di cui ho toccato concetti probabilmente fondamentali, spiegandoli in modo orribile, terribilmente sintetico e goffamente ironico. Avrei fatto meglio ad evitare di scherzare su argomenti così delicati che richiedono approfondimenti qualitativamente diversi. Lezione imparata, forse, fino al prossimo errore. Siamo tutti esseri umani ed ogni tanto inciampiamo.”

Ma Montemagno non ha detto qualcosa di simile. Probabilmente avrà ragione lui essendo molto esperto di comunicazione. Ma sorge un dubbio. La sua risposta non era orientata al comunicare un messaggio chiaro, ma solo a gestire il pericolo dell’aggressività altrui.

Ma essere famoso ti rende un bersaglio. Forse un certo pubblico non aspetta altro che una scusa per attaccarti e provare ad imbonire il pubblico che ti odia è improbabile. Rischi solo di perdere il tuo.

Gli errori che compiamo quando abbiamo paura

Questo episodio apre ad un tema generale che ci coinvolge tutti. Infatti nessuno, esperti inclusi, è invulnerabile alla possibilità di sbagliare. Quando proviamo emozioni molto intense è frequente incorrere in alcuni errori di valutazione. Ogni emozione ha un suo modo di funzionare e può indurre errori di valutazione coerenti con il proprio registro.

Le persone che provano paura spesso commettono errori nella percezione e gestione dell’elemento che per loro è più importante, il pericolo. Quando siamo spaventati spesso sopravvalutiamo o sottovalutiamo il pericolo o il contesto in cui si verifica. Valutare in modo bilanciato richiede un’analisi tecnica di quanto avviene e spesso, invece, proprio quando siamo maggiormente in difficoltà smettiamo di fare riferimento agli strumenti a nostra disposizione e tendiamo a lavorare di istinto. Andare in automatico può essere motore di gravi errori. Quando si ha troppa paura, anche un grande esperto di comunicazione può commettere errori grossolani. Cercare di negare la realtà è uno di questi. Voler piacere a con chi ti attacca apertamente è un altro errore.