Dove è finita Peng Shuai?

Come un uovo lanciato contro la roccia


Un breve confronto su dove è finita Peng Shuai e sulle complicazioni emotive di prendere posizione contro chi è più forte.


Come un uovo lanciato contro la roccia: Dove è finita Peng Shuai?

Nelle ultime settimane si è molto parlato del caso Peng Shuai tennista cinese che ha accusato di violenze sessuali un rappresentante del governo Cinese. La notizia più eclatante non è stata il fatto accaduto, purtroppo le violenze sessuali sono ad oggi terribilmente frequenti e si manifestano nei più svariati modi, come è frequente che le persone riescano a trovare la forza di denunciare il reato solo dopo molto tempo, quando finalmente riescono a gestire più efficacemente il problema emotivo scaturito dalla violenza.

Pensiero invece che ha agitato l’opinione pubblica riguarda l’incolumità della tennista. Infatti il tam tam mediatico si è concentrato su: dov’è finita Peng Shuai? La preoccupazione principale era per l’incolumità della tennista, dato che il governo Cinese è avvezzo ad usare centri di detenzione definiti “campi di rieducazione” per punire le persone ritenute colpevoli di reati di natura politica.

Del messaggio di Peng Shuai colpisce particolarmente il finale: “Hai detto che non hai paura. Ma anche come un uovo lanciato contro una roccia, come una falena contro una fiamma per l’autodistruzione, dirò la verità con te” come riportato da Fanpage.

Aspetto centrale del discorso qui su SMC non è cosa è accaduto, chi ha fatto cosa, ecc. Qui invece può essere utile interrogarsi sul vissuto emotivo della protagonista. Come si può sentire una persona che sceglie di denunciare una violenza subita da un politico che può farla arrestare, condannare e scomparire con il suo solo volere? Peng Shuai lo descrive “come un uovo lanciato contro la roccia” per descrivere a parole l’intensità di una paura che viene superata dalla rabbia e dalla felicità per l’idea di avere qualcosa. Forse non giustizia, forse solo censura e ritorsioni, ma la sua accusa ha macchiato il suo avversario più di quanto non potessero farlo altri strumenti. Non sappiamo e forse non sapremo mai se queste accuse sono fondate o meno, ma data l’evidente asimmetria di potere, il gesto di Peng Shuai acquista dimensioni mastodontiche ed un significato emotivo per tutte le vittime di violenza.

Per mostrare solidarietà con Peng Shuai, condividi il messaggio #whereispengshuai su twitter.